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www.luchinovisconti.net/visconti_sc_film/ossessione.htm

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Gianni Puccini, Il Postino Suona Sempre Due Volte, Mario Alicata, Ossessione, Massimo Girotti, Clara Calamai, Antonio Pietrangeli, Giuseppe De Santis, James Mallahan Cain, Luchino Visconti
Ossessione Anno: 1943 Durata: 135 Origine: Italia Colore: Bianco Nero Genere: Drammatico Produzione: ICI Regia: Luchino Visconti Scenografia: Gino Franzi Montaggio: Mario Serandrei Musiche: Giuseppe Rosati Fotografia: Domenico Scala Aldo Tonti Soggetto: James Mallahan Cain Sceneggiatura: Mario Alicata, Giuseppe De Santis, Antonio Pietrangeli, Gianni Puccini, Luchino Visconti Attori: Clara Calamai, Massimo Girotti, Juan De Landa, Dhia Cristiani, Vittorio Duse, Elio Marcuzzo, Michele Ricciardini.
Ossessione di Luchino Visconti tratto dal Romanzo Il Postino Suona Sempre Due Volte Di James Mallahan Cain, con Clara Calamai, Massimo Girotti. Sceneggiatura: Mario Alicata, Giuseppe De Santis, Antonio Pietrangeli, Gianni Puccini, Luchino Visconti
Ossessione, La terra trema, Bellissima Miccichè Lino ; Marsilio, 1998 Libro disponibile presso IBS Italia.
Pietrangeli - Sul set di - Fotografia Civirani Approfondimenti: L'innovazione tecnica con il film di Osvaldo Civirani Ossessione Cult, 2002 Video disponibile presso IBS Italia Visconti e il neorealismo.
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Ossessione di Luchino Visconti tratto dal Romanzo Il Postino Suona Sempre Due Volte Di James Mallahan Cain
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Sceneggiatura: Mario Alicata, Giuseppe De Santis, Antonio Pietrangeli, Gianni Puccini, Luchino Visconti Ossessione di Luchino Visconti con Clara Calamai, Massimo Girotti Luchino Visconti, cenni biografici - Biografia Regie di Luchino Visconti - Ossessione, Giorni di gloria, La terra trema, Bellissima, Un fatto di cronaca, Anna Magnani, Senso, Le notti bianche, Rocco e i suoi fratelli, Il lavoro, Il Gattopardo, Vaghe stelle dell'Orsa, La strega bruciata viva, Lo straniero, La caduta degli dei, Alla ricerca di Tadzio, Morte a Venezia, Ludwig, Gruppo di famiglia in un interno, L'innocente Luchino Visconti su dmoz.
Ossessione di Luchino Visconti tratto dal Romanzo Il Postino Suona Sempre Due Volte Di James Mallahan Cain, con Clara Calamai, Massimo Girotti.



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www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/neuroscienze/articoli/neuro3.htm

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Scienza e Psicoanalisi - Rivista multimediale. Contiene l'articolo "La postura" della rubrica "Psicoanalisi e Neuroscienze" a cura del Dott. Luigi Baldari
controllo ossessione
Ma i processi nervosi di controllo conclude Annibaldi - si modificano ma si possono recuperare, ripristinando in tutto o in parte l'efficienza dei sistemi e degli organi alterati.
E’ regolata dal sistema nervoso centrale attraverso meccanismi di controllo in virtù di specifici ed da questa sede che originano gli squilibri posturali che nel tempo si stabilizzano senza che ce ne accorgiamo, causati da stimoli fisici (come un trauma) ma soprattutto da stimoli emotivi.
Il neurologo Livio Annibaldi citato da Bollorino ricorda a quanti non fossero medici che tutte le funzioni dell’organismo si svolgono sotto il controllo del sistema nervoso centrale ed in particolare che i meccanismi più alti di controllo della nostra muscolatura si trovano nella corteccia cerebrale, in una zona chiamata somatosensitiva.
Psicoanalisi - La postura
Ma se gli stimoli permangono per un certo tempo lo stato di contrattura si stabilizza e può determinare un cambiamento dei programmi di controllo del sistema nervoso centrale.
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www.polyarchy.org/essays/italiano/socialismo.html

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Esso consisteva nell'assumere il controllo dello stato e nell'amplificarne il ruolo e le funzioni, perché ciò costituiva, a parole, il mezzo migliore per attuare il loro programma, ma, nei fatti, per mantenersi al potere il più a lungo possibile.
Una conferma di questa posizione proviene, indirettamente, dalle parole stesse di Sydney Webb quando stigmatizza la concorrenza economica come totalmente dannosa per lo Stato, senza che egli faccia alcun riferimento alla società e agli individui, probabilmente inclusi nella voce stato.
(1950, Henry Steele Commager) Inoltre, come rimarcato pungentemente dallo stesso Ward che denunciano l'interferenza dello stato sono coloro che poi la invocano più di frequente e con maggior successo.
Nel migliore dei casi un male ereditato dal proletariato uscito vincitore nella lotta per il dominio di classe; il proletariato vittorioso non potrà fare a meno di eliminare i lati peggiori di questo male fino al giorno in cui nascerà una generazione che, cresciuta in condizioni sociali nuove, libere, sarà capace di gettare tutto il ciarpame dello stato in un mucchio di rifiuti.
Questo significa che lo stato reso inutile e non svolge più alcun ruolo.
Chiaramente, una credenza che cerca di far accettare le sue regole forzatamente da tutti attraverso entità potenti come la Chiesa e lo Stato, non né una visione morale né una concezione politica ma semplicemente un giogo totalitario.
Lo statismo diventato alla fine una realtà indiscussa per qualsiasi simpatizzante politico il quale ignora che, per i pensatori e gli attivisti di un'epoca anteriore, era un dato di fatto quasi scontato che lo stato fosse un ente con un ruolo molto limitato da svolgere (liberali) o che fosse destinato a scomparire con l'avanzata del progresso (socialisti).
Le lotte politiche per il potere finiranno quando la credenza politica sarà dissociata dal potere monopolistico dello stato imposto su tutte le persone che vivono in una data area (territorialismo) e che coinvolge tutti gli aspetti della loro vita sociale (totalitarismo).
Sulla base di una tale affermazione, le organizzazioni socialiste di ogni paese hanno accettato ed utilizzato la politica (cioè la lotta tra partiti) e lo stato (cioè l'apparato statale) come la strada appropriata e lo strumento indispensabile per il socialismo.
Noi, come voi, riteniamo che sia necessario uno Stato accentratore ed unitario, che imponga a tutti i singoli una ferrea disciplina; con questa differenza, che voi giungete a questa conclusione attraverso il concetto di classe, e noi vi giungiamo attraverso il concetto di nazione.
Infatti, nonostante la sua posizione teorica sulla estinzione dello stato per la realizzazione di una società socialista, non vi un'altra rivoluzione che abbia accresciuto così tanto il potere dello stato, fino al punto di soffocare l'intera società.
Fin dall'inizio, il governo federale e i governi statali sono stati ben disposti a far credere al popolo e il popolo stato molto desideroso di credere che la presenza dello stato nella società americana fosse minima.
Questo desiderio costituisce il Socialismo; e, come mezzo per la sua realizzazione, i Socialisti hanno dato vita alle comunità, ai regni, ai principati, alle chiese, ai feudi, e finalmente, quando tutte queste formazioni hanno ceduto al vecchio spirito speculativo, allo Stato Socialdemocratico, che ancora non stato messo alla prova" (1889, The Basis of Socialism - Economic by G.
In maniera simile a quanto stava avvenendo in altri paesi, lo stato italiano retto da governi conservatori o liberali, varò i primi provvedimenti di legislazione sociali quali l'assicurazione malattie (1886), l'assicurazione incidenti e le pensioni sociali (1898).
Il nuovo ruolo assunto dallo stato alla fine del 20° secolo potrebbe essere assimilato a quello di un rentier a cui affluisce tra il 40 e il 50% di tutto il reddito generato in un paese, e che, non solo incapace di spendere queste enormi somme in maniera accorta ed efficiente, ma che sta anche accumulando in continuazione debiti crescenti.
L'allargamento della sfera di intervento dello stato ha gonfiato in maniera incredibile il numero dei burocrati statali, degli impieghi connessi allo stato, e dei favori distribuiti dallo stato.
Lo stato in Francia, per taluni aspetti prima e in misura maggiore che altrove, diventato il campo di battaglia dei partiti, tutti votati alla conquista del potere statale, manipolando le masse e comperandone il sostegno.
Come già precedentemente indicato, Napoleone III stato un anticipatore e un maestro in questo gioco.
migliorare stato di ossessione
Il nazional socialista von Ribbentrop decorato con l'ordine di Lenin, esemplifica con il suo collega Molotov, una volta per tutte, che non vi alcuna differenza tra e allorché essi sono entrambi diventati socialismo di stato, vale a dire statismo.
Tra queste abbiamo: -  centralizzazione del credito nelle mani dello Stato, attraverso una banca nazionale con capitale statale e con un monopolio esclusivo.
Questo conferma, ancora una volta, che lo stato assistenziale non di certo una invenzione socialista.
Se questo significava ampliare la sfera di intervento dello stato, i liberali e i conservatori non esitarono molto a compiere questo passo anche se ciò significava andare contro i loro conclamati principi.
L'idea che la politica e lo stato possano essere forze di progresso e di liberazione sorta e si consolidata anche per il fatto che alcune misure di protezione sono state prese dai Parlamenti a vantaggio dei lavoratori (limitazione della giornata lavorativa, interventi per l'istruzione dei fanciulli, ecc.
Egli avrebbe potuto dire in maniera più appropriata: siamo tutti in favore dell'intervento statale" ma la sostanza non sarebbe stata diversa in quanto per socialismo si intendeva già allora il socialismo di stato o statismo.
ben comprendere la trasformazione che si operata nel pensiero socialista, occorre esaminare da chi composto lo Stato moderno.
Le risorse così assorbite sono quindi utilizzate per pagare i servitori dello stato, per assistere, per quanto possibile, alcune categorie di sudditi dello stato, e per proteggere i governanti da quelle che sono ritenute minacce all'interno e dall'esterno (dissidenti, immigrati, minoranze).
Una volta che queste due revisioni sono state accettate (consciamente o inconsciamente) dal movimento socialista, non c'è da stupirsi che lo stato e il partito siano stati ritenuti le entità indispensabili per il successo del socialismo.
Con questa frase egli condensa le visioni e le attese del tuo tempo, e cioè l'idea del socialismo non solo come un sistema mondiale ma anche basato su uno stato mondiale.
Già nel 1911 un membro ed un acuto osservatore della socialdemocrazia tedesca come Roberto Michels riscontrò che "il partito dei lavoratori ha finito per acquisire i caratteri propri di un notevole accentramento del potere, avendo per base gli stessi principi cardinali di autorità e di disciplina che contraddistinguono l'organizzazione dello stato.
Il loro vero straordinario successo consistito nell'avere instillato nella mente delle persone l'equazione stato=società=socialismo.
e antisocialismo dopo gli anni di guerra  (^)    L'ideologia statista era a tal punto radicata nella mente delle persone (grazie anche all'indottrinamento perpetrato dal sistema scolastico statale) che, anche dopo la guerra e dopo l'esperienza diretta di che cosa lo stato fosse capace (massacri, campi di concentramento, soppressione della libertà, manipolazione delle menti, ecc.
In questo testo lo stato era visto, ancora una volta, come l'agente principale di un futuro stupendo di progresso.
Invece, quello che il modello socialista ha proposto e generato, anche nelle esperienze più promettenti, un individuo sminuito e mutilato, tenuto al guinzaglio dallo stato per paura che possa recare danno a sé stesso e agli altri.
Per lui, la concentrazione dei mezzi di produzione in poche mani richiedeva la centralizzazione delle decisioni politiche, e cioè l'intervento dello stato centrale, organismo etico a difesa delle masse sfruttate e cervello pianificatore della vita economica e sociale contro l'ingordigia dei capitalisti e il (presunto) disordine ingenerato dal capitalismo.
In Germania, la rivendicazione del Nazional Socialismo di essere parte del socialismo affermata apertamente persino nel nome del partito; il fatto che poi sia stato abbreviato dagli avversari con la qualifica di nazismo potrebbe essere solo un modo geniale per nascondere associazioni sgradevoli, vere o pretese.
(1839, Louis Blanc)    Un altro importante esponente del socialismo francese stato Louis-Auguste Blanqui (1805-1881).
Con la disoccupazione che arriverà nel 1996 ad oltre il 12 % della popolazione attiva e con 3 rilevanti svalutazioni della moneta (nel 1976-1977, nel 1981-1982, e nel 1992) ognuna di circa o superiore al 20% (1997, SNS Economic Policy Group Report), appare chiaro il  ritratto di un socialismo di stato che ha finito la sua corsa.
Da quel momento in poi lo stato divenne lo strumento indispensabile della rivoluzione, da difendere a tutti i costi.
Il virus stato incubato da uomini di stato di stampo populista e conservatore (Napoleon III, Bismarck), inoculato da politici e intellettuali che si proclamavano liberali (Lloyd George, Sydney e Beatrice Webb), diffuso e reso accettabile alle masse da autoritari e nazionalisti come Lenin, Mussolini, Hitler.
Coser) Le esperienze in Italia e in Germania potrebbero essere considerate come due degenerazioni abnormi del se non fosse per il fatto che, dappertutto in Europa, assistiamo alla stessa evoluzione di che diventano nazionali" e quindi pur rimanendo, sempre, alla ricerca di una entità (il capo, il partito, lo stato) capace di guidarli verso una rigenerazione totale o, talvolta più concretamente, di garantire loro la quotidiana sicurezza.
Comunque, vi era un caso esemplare a cui facevano riferimento alcuni, affascinati dall'intervento statale, quando essi volevano lodare le meraviglie apportate dal socialismo di stato.
Essi continuavano ad idealizzare lo stato e ad attendere dallo stato la soluzione ad ogni problema.
Al tempo stesso, nei circoli accademici, Lester Ward stava rivolgendo i suoi attacchi al principio del laissez-faire e a favore di un attivo intervento dello stato in molti settori sociali.
(1889, The Basis of Socialism  - Historic, by Sidney Webb)    Non c'è nulla da obiettare a questa analisi e a questa raffigurazione della realtà se non chiarire che, ciò che Sidney Webb definisce come socialismo altro non che statismo, con la società identificato con e inclusa sotto stato.
(1848, Karl Marx e Friedrich Engels)   -  La estinzione dello stato e l'attuazione del socialismo.
Per questi motivi lo stato svedese non era certo interessato nella proprietà formale di qualcosa su cui già esercitava un dominio sostanziale.
Rodbertus propugnava l'intervento dello stato per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori che, altrimenti, lasciati a sé stessi, sarebbero stati incapaci di rivendicare la loro parte degli incrementi produttivi.
L'ironia del caso che, in quello stesso anno (1931) Stalin stava bollando come piccolo borghese" proprio quell'egualitarismo economico che Shaw riteneva potesse essere conseguito attraverso lo Stato una volta che esso fosse divenuto proprietario di tutti i mezzi di produzione.
Analizzando l'ascesa al potere di Napoleone III, Marx modificò anche la sua precedente concezione riguardante il posto e il ruolo occupati dallo stato nella società, da uno di sottomissione ad uno di compenetrazione con l'élite economica.
Rapporti e Documenti del Congresso Internazionale dell'Aia, in Karl Marx e Friedrich Engels, Critica dell'Anarchismo, a cura di Giorgio Backhaus, Einaudi Editore, Torino, 1972 [1875]  Karl Marx, Randglossen zum Programm der deutschen Arbeitpartei (Gothaer Programm) [Critica del programma di Gotha, Feltrinelli, Milano, 1970] [1880]  Friedrich Engels, Socialism: utopian and scientific, Lawrence and Wishart, London, 1977 [L'evoluzione del socialismo dall'utopia alla scienza, Editori Riuniti, Roma, 1971] [1884]  Friedrich Engels, The Origin of the Family, Private Property and the State,  Lawrence and Wishart, London, 1977 [L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato, Editori Riuniti, Roma, 1976] [1888]  Edward Bellamy, Looking Backward 1888-2000, The World Publishing Company, Cleveland, Ohio, 1946 [1889]  George Bernard Shaw and H.
Sarebbe meglio parlare di un fenomeno di generalizzato socialismo di stato o, più precisamente, statismo.
Anche nei paesi del Nord Europa il richiamo del nazional socialismo stato forte per molti socialisti e comunisti.
Lo statismo stato il virus letale che ha infettato sia il liberalismo che il socialismo e li ha condotti ad una fine inevitabile.
Anche dopo essere stato espulso dal partito e licenziato dalla direzione dell'organo di partito (L'Avanti) Mussolini riaffermò le sue radici socialiste caratterizzando il nuovo giornale che fondò e diresse (Il Popolo d'Italia) con il sottotitolo socialista.
Nel 1891 Ignatius Donnelly scrisse un racconto politico in cui prefigurava l'arrivo del 20° secolo, quando tutte le scuole private sono abolite e lo stato "è proprietario di tutte le linee stradali, telegrafiche e telefoniche, delle ferrovie e delle miniere, e assume il controllo esclusivo di tutti i servizi postali.
La libertà di praticare credenze politiche differenti, osservando regole differenti, richiede naturalmente la scomparsa di qualsiasi pretesa monopolistica da parte di qualsiasi organizzazione, come la Chiesa nel passato o lo Stato nel presente.
Le masse, che erano state indottrinate ad aspettare dallo stato la soluzione ai loro problemi, allorché si trovarono in una situazione disastrosa e dovettero scegliere tra l'internazionalismo parolaio dominato da Mosca e le promesse del nazional socialismo di stampo tedesco, si mostrarono disposte, alla fine, ad allinearsi sotto la bandiera nazional socialista.
Questo sbocco era stato preparato attraverso l'organizzazione e la partecipazione comune di comunisti e nazional socialisti a scioperi e manifestazioni (ad esempio, lo sciopero dei trasporti pubblici a Berlino nel 1932), attraverso il comune disprezzo di qualsiasi traccia ancora esistente di liberalismo e di pensiero liberale, e, soprattutto, attraverso la comune esaltazione dello stato come la sola e vera entità rappresentativa della società.
Il partito socialdemocratico era così ben integrato nello stato e si era identificato a tal punto con lo stato che non sarebbe dovuto giungere come uno shock il fatto che il gruppo parlamentare del partito votasse, quasi all'unanimità, per i crediti di guerra.
Ely, che preparò una bozza del manifesto dell'associazione nel quale egli espresse delle idee molto forti, che con tutta probabilità erano condivise da un certo numero dei suoi colleghi, riguardo il ruolo dello stato nella società: consideriamo lo stato come una entità educativa ed etica la cui assistenza positiva rappresenta una condizione indispensabile per il progresso umano.
(1917, Vladimir Lenin)    Nel suo insieme, e Rivoluzione" uno scritto potente contro lo stato.
in questo senso che vanno intesi i primi provvedimenti di legge che introdussero la prima assicurazione sociale statale, emanati in Francia sotto Napoleone III nel 1850 e nel 1868; essi erano soprattutto una polizza di stato contro sommovimenti rivoluzionari.
potere dello Stato, apparentemente librato al di sopra della società, era esso stesso lo scandalo più grande di quella società e al tempo stesso il vero e proprio focolaio di ogni corruzione.
revisioni teoriche e pratiche  (^)    Durante il 20° secolo il socialismo divenuto socialismo nazionale di stato.
infettato alla radice dalla fiducia servile nello stato propria della setta di Lassalle.
partito ha per obiettivo, in tutti i paesi e in tutti i tempi, di conquistare lo Stato e di utilizzarlo a vantaggio degli interessi del partito e dei suoi alleati.
La libertà consiste nel mutare lo stato da organo sovrapposto alla società in organo completamente subordinato ad essa, ed anche al giorno d'oggi, le forme dello stato sono più o meno libere nella misura in cui limitano la Ôlibertà' dello stato" (1875, Karl Marx).
(2001, Adrian Shubert) L'entusiasmo nei confronti dello stato e la trasformazione del socialismo in statismo avevano già spinto Engels a sottolineare, nella premessa alla terza edizione de Guerra civile in Francia" datata 18 Marzo 1891, che "è proprio in Germania che la fede superstiziosa nello stato si trasportata dalla filosofia nella coscienza generale della borghesia e persino di molti operai.
Non importava se il loro Stato fosse quello attuale, o quello che vagheggiavano nel futuro: nell'uno e nell'altro caso era lo Stato, inteso come qualcosa di trascendente alle persone e alla vita del popolo; tirannico o paternamente provvidente, dittatoriale o democratico, ma sempre unitario, centralizzato e lontano.
Per questa ragione, nella storia degli Stati Uniti più che altrove, l'opposizione contro il socialismo, presentata come la protezione della libertà dell'individuo contro l'assoggettamento da parte dello stato, per molti aspetti, un fenomeno totalmente inventato, il frutto dell'inganno e della presa in giro politica, a cui certamente nessuno serio osservatore della società dovrebbe prestar fede.
percorso Inglese  (^)    Il popolo Inglese stato quello che in maniera più coerente e più a lungo rimasto immune da uno statismo generalizzato.
(1875, Karl Marx)    L'inclinazione statista del programma spinge Marx a dichiarare: "Il partito tedesco dei lavoratori - almeno se fa proprio il programma - mostra che le sue idee socialiste non sono neanche a livello epidermico; perché, invece di trattare la società presente come base dello stato esistente (o dello stato futuro in caso di società futura), tratta piuttosto lo stato come una entità indipendente che possiede le sue proprie basi spirituali, morali e di libertà.
Grazie a questa inclinazione verso lo statismo di tutti i partiti politici, Sydney Webb non poteva fare a meno di sottolineare (già nel 1889) l'onnipresenza dello Stato e il suo considerevole potere: "Lo Stato nella maggior parte delle operazioni industriali di grande portata detta regole riguardo l'età del lavoratore, le ore di lavoro, la quantità di aria, luce, spazio, calore, la sistemazione dei servizi igienici, i giorni di vacanza, e l'orario dei pasti; dove, quando, e come i salari debbano essere pagati; come debbano essere recintati e protetti contro incidenti i macchinari, le scale, i montacarichi, i pozzi e le miniere; come e quando l'impianto complessivo debba essere sottoposta a pulizia, riparazione e attività.
Secondo la concezione filosofica, lo stato Ôla realizzazione dell'Idea' o il Regno di Dio sulla terra.
Dopo la loro rivoluzione, la maggior parte delle persone in tutto il mondo ha iniziato a credere che il socialismo non fosse altro che statismo, cioè lo stato che tutto possiede, dirige e controlla.
Per coloro che ancora credono nel messaggio originale del socialismo basato sulla scomparsa dello stato e che sono intenzionati ad operare perché ciò avvenga, questo pasticcio di stato nazionale di destra e di sinistra solo l'ultima ricorrente assurdità di una entità inutile e pericolosa.
Ciò che emerge da quelle pagine una immagine del socialismo in quanto realtà basata sulla distribuzione del reddito e sull'amministrazione dei servizi da parte di un ente paternalistico e burocratico, lo Stato.
Nei casi più favorevoli, ciò che ne scaturito a livello generale stato un indebolimento delle energie morali mentali e materiali già preconizzato da Tocqueville molto tempo fa.
Il tono intellettuale della socialdemocrazia tedesca era dato, tra i vari studiosi, da Gustav Schmoller (esponente dei o socialisti della cattedra) che qualificò lo stato come sublime istituzione morale della storia" e da Adolf Wagner che formulò la legge della espansione dello stato in relazione al progresso della civiltà.
Nelle ricostruzioni e nelle interpretazioni posteriori, il fascismo stato dipinto come un movimento reazionario in opposizione totale al socialismo.
Ritter,  Storia dello Stato sociale, Laterza, Bari, 1996 [1996]  Lorenzo Gaeta e Antonio Viscomi, L'Italia e lo Stato sociale, in [1991] Gerhard A.
Queste campagne contro i ricchi e i potenti, oltre la brutalità e l'orrore con cui sono state condotte, non dovrebbero farci chiudere gli occhi sul fatto che esse hanno creato nuove figure di ricchi e potenti, e cioè coloro che hanno assunto il controllo delle casse dello stato e delle leve del potere statale.
Questo stato vero per l'anti-militarismo dei rappresentanti parlamentari della socialdemocrazia tedesca che appoggiarono la guerra; questo di nuovo vero per l'anti-statismo del compagno Lenin non appena ebbe conquistato il potere statale.
In presenza di questa situazione, non un caso che, riferendosi soprattutto alle vicende francesi, Marx iniziò a rivedere le sue idee sullo stato, che aveva precedentemente espresso nel Manifesto dei Comunisti (1848).
tempo di andare al di là dello stato e quindi oltre l'idiota e falsa opposizione di socialismo e antisocialismo, maschere di convenienza che nascondevano e nascondono entrambe la disgustosa faccia dello statismo.
Uno storico moderno ha definito Mussolini grande sacerdote del collettivismo di stato.
Riferendosi all'obiettivo programmatico di uno Stato Libero, Marx chiarisce che "non rientra affatto nelle finalità dei lavoratori, che si sono scrollati di dosso la mentalità meschina di umili sudditi, quella di rendere lo stato libero.
Le idee portanti espresse in questo testo sono che::  -  stato l'organizzazione speciale della forza per l'oppressione di classe.
La libertà personale condizionata e subordinata alla sicurezza politica ed economica, e l'individuo diventa in tutto e per tutto un soggetto statale (vale a dire una persona totalmente subordinata allo stato).
L'idea che dovere dello stato risolvere i problemi del popolo, e la fiducia nelle capacità dello stato di assolvere a questa funzione, divennero bagaglio di molti pensatori e attivisti socialisti durante e dopo la Rivoluzione.
Morì fucilato, colpevole di essere nel momento sbagliato al posto sbagliato di una linea divisoria inesistente perché tutti erano e continueranno ad essere esaltatori dello stato, accomunati dallo stesso mito.
Di conseguenza, ogni stato non-libero e non-popolare"; liberazione della classe oppressa impossibile.
(1924, Piero Gobetti)    Nella realtà dei fatti, lo stato italiano intervenuto nella vita economica e sociale fin dal suo sorgere, garantendo tariffe protezioniste ad agricoltori e produttori industriali, promuovendo poi avventure imperialiste, per arrivare infine alla partecipazione nella prima guerra mondiale.
-  estensione del numero di imprese e degli strumenti di produzione di proprietà dello Stato.
Nella realtà dei fatti, il programma originale del National-Sozialistische Deutsche Arbeiterpartei adottato nel 1920 si basava, come il programma originale dei fascisti, su quelle che erano considerate richieste di stampo socialista, incentrate sull'intervento esteso dello stato nell'attività economica (vedi articoli 7 e 13) e nella vita degli individui (vedi articoli 20 e 21).
senza la distruzione dell'apparato del potere statale prodotto dalla classe dominante" (1917, Vladimir Lenin)    Una volta che questo apparato sia stato distrutto, esso viene sostituito dalla dittatura del proletariato per il breve periodo necessario a superare e definitivamente "sopprimere la resistenza degli sfruttatori" che vogliono continuare a esercitare il loro sfruttamento egoistico di una minoranza insignificante contro la grande maggioranza del popolo.
(1871, Karl Marx)    Nella sua fase più matura Marx espresse con estrema chiarezza la posizione che lo stato si era trasformato da un corpo neutrale subordinato in un organismo parassitico dominante, ma questa posizione stata ignorata da successivi studiosi e attivisti politici, presumibilmente perché mal si adattava al loro programma statista.
Al proletariato occorre lo stato solo temporaneamente.
Egli molto chiaro al proposito: "La nozione che il proletariato ha bisogno di uno stato reiterata da tutti gli opportunisti, social-sciovinisti e seguaci di Kautsky, che affermano essere questo l'insegnamento di Marx, Ôdimenticandosi' di aggiungere, in primo luogo, che al proletariato (secondo Marx) occorre uno stato in via di disparizione, vale a dire organizzato in maniera tale che inizi subito a scomparire.

Ciò che avvenuto che il declino del ruolo economico dello stato ha permesso il rafforzamento del suo ruolo politico.
Nell'Impero Tedesco lo Ôstato' Ôlibero' quasi come in Russia.
Il fattore morale stato usato, ad esempio, dai socialisti di stato contro i capitalisti sfruttatori e i presunti nemici del popolo, e dagli (ad esempio, i nazional socialisti) contro le nazioni e gli Ebrei.
Un commentatore critico di questa evoluzione, caratterizzata anche da scandali finanziari di origine politica, notò che "il liberismo diventa socialismo di Stato"; e che ha avuto l'eroico cinismo di presentare come liberale questa politica di saccheggio dello Stato.
Il partito aveva subito una trasformazione nei suoi principi di base secondo i quali la sola giustificazione per un intervento dello stato nella vita degli individui consisteva nell'evitare abusi e danneggiamenti alle persone.
Infatti, una volta che l'esercito e la burocrazia siano stati smantellati, difficile vedere che cosa rimarrebbe in vita dello stato.
I partiti si costituiscono per lanciarsi alla conquista di questi impieghi ed essi sono analoghi allo Stato.
Marx critica anche il ruolo dominante assegnato, nel programma, allo stato in materia educativa: "È  assolutamente da respingere una 'educazione del popolo ad opera dello stato'.
Per Wells il socialismo stato mondiale organizzato e civilizzato" (1908, H.
Per cui, non era affatto una posizione irragionevole quella che vedeva con favore l'attività politica svolta nei confronti e nell'ambito dello stato.
Inoltre, essi non si limitarono ad introdurre regole più umanitarie nel posto di lavoro ma continuarono il loro intervento estendendo la presenza dello stato nell'economia; un esempio di ciò rappresentato dalla nazionalizzazione del settore assicurativo compiuta sotto Giolitti nel 1912.
La sopravvivenza della rivoluzione, contro nemici esterni ed interni, rappresentò, nel complesso, un pretesto molto comodo per la glorificazione e il rafforzamento dello stato.
e antisocialismo verso la fine del 20° e l'inizio del 21° secolo  (^)    Nell'ultimo quarto del 20° secolo era oramai evidente che più lo stato interveniva, soprattutto nell'economia, appellandosi al socialismo o a qualsiasi altra concezione generale opposta al socialismo (keynesismo, assistenzialismo, dovere nazionale, interesse nazionale, mantenimento della legge e dell'ordine pubblico, ecc.
Inoltre, invocare la monopolizzazione della produzione nelle mani dello stato come rimedio alla concentrazione del potere economico rappresentava una soluzione contraddittoria che si sarebbe ben presto rivelata peggiore del male.
Nel complesso, le idee che Shaw e Wells espressero e qualificarono come socialiste sono sintomatiche di un periodo storico in cui lo stato era il punto di riferimento indiscusso per tutti, che si definissero socialisti o antisocialisti.
Egli considerato il propagandista massimo della conquista del potere politico da parte di un ristretto gruppo di rivoluzionari che attuerebbe la dittatura del proletariato, confiscando le proprietà della Chiesa e delle ricche famiglie, installando lo Stato come educatore delle masse.
Si potrebbe dunque precisare la tesi che Marx ha posto nel Manifesto dei comunisti: 'Tutti i movimenti sociali fino al giorno d'oggi sono opera di minoranze a vantaggio di minoranze'; noi diremmo che tutte le nostre crisi politiche consistono nel sostituire gruppi di intellettuali con altri intellettuali; esse hanno dunque sempre per risultato di conservare lo Stato, e talvolta persino di rafforzarlo, aumentando il numero dei co-interessati.
La convinzione che il potere politico sottomesso al potere economico catturata al meglio dall'affermazione di Marx ed Engels che potere esecutivo dello stato moderno non altro che un comitato per gestire gli affari comuni della borghesia nel suo complesso.
(1755, Morelly)    Per Mably, "lo stato proprietario di tutto distribuisce ai privati le cose di cui hanno bisogno" ["l'état proprietaire de tout distribue aux particuliers les choses dont ils ont besoin.
(1908, Georges Sorel)    Con parole estremamente chiare e semplici, Sorel continua descrivendo quale indirizzo stava prendendo il socialismo, dopo essere stato assorbito e monopolizzato da un partito che si proponeva, come tutti gli altri, la conquista del potere statale.
Inoltre, egli recuperò il tema della lotta di classe che, nell'era dello stato nazione, veniva trasformato nel conflitto portato avanti dalle nazioni proletarie contro le potenze plutocratiche.
L'idea che le credenze politiche non possano coesistere come convinzioni personali ma che esse debbano combattersi l'un l'altra per conquistare il potere dello stato e, una volta raggiuntolo, imporre a tutti i propri dettami sotto forma di leggi dello stato, come il credere che le religioni non possono vivere l'una accanto all'altra ma che una debba prevalere e sradicare o espellere tutte le altre presenti in un dato territorio, imponendo le proprie regole e i propri riti.
Fino ad epoca recente, i marxisti insegnavano, contrariamente a ciò, che essi volevano sopprimere lo Stato.
Con lo stato raggiungiamo la forma di tutela più totalizzante mai realizzata nella storia, retta da rapporti che non sono più volontari ma che sono regolati in maniera obbligatoria da leggi e enti amministrativi che avvolgono e indirizzano (quasi) tutto e tutti, con dolce manipolazione o con dura persuasione.
(1888, Edward Bellamy)    Non vi alcuna menzione di socialismo o di collettivismo nel testo di Bellamy ma la schiera di europei che si mostravano sempre più ben disposti nei confronti dello stato avrebbe concordato con lui sia nell'analisi che nella soluzione.
In Inghilterra, la vendita di alcune imprese di proprietà dello stato e l'inizio della liberalizzazione del settore commerciale e finanziario, permisero al sistema economico di risorgere dopo decenni di stasi se non di vera e propria decadenza.
Ad esempio, il socialismo di stato come si realizzato nei paesi nordici ha contribuito notevolmente al benessere della gente comune.
(1852, Karl Marx)    Questa visione dello stato porterà alla convinzione, espressa dopo l'esperienza della Comune (1870) che "la classe lavoratrice non può semplicemente impossessarsi della macchina statale bella e pronta, e piegarla ai propri fini.
Il proibizionismo, la segregazione razziale sostenuta dagli stati, l'intrusione negli affari personali da parte del dipartimento delle imposte, tutto ciò testimonia la presenza diffusa e dominante dello stato.
All'interno di questo comune atteggiamento e comportamento statista potremmo distinguere tra coloro che erano spinti da calcolato cinismo e coloro che erano animati da mal posto idealismo, perché facendo riferimento a questi due aspetti che potremmo capire, almeno sotto il profilo psicologico, il fenomeno del socialismo di stato durante il periodo della lunga guerra europea e mondiale (1914-1945).
La convinzione comune divenne che il socialismo sarebbe stato raggiunto una volta che il partito rivoluzionario avesse occupato il potere statale, proclamando l'instaurazione dello stato socialista.
(1917, Vladimir Lenin)    Riferendosi al dibattito tra Marx e gli anarchici, Lenin sottolinea il fatto che "Marx in maniera deliberata insiste sulla Ôforma rivoluzionaria e passeggera' dello stato di cui ha bisogno il proletariato.
Socialismo / Antisocialismo
Questo probabilmente dovuto al percorso differente adottato: libera iniziativa personale allora, intervento gestito dallo stato adesso.
Questo processo di nazionalizzazione e di statizzazione del socialismo (e cioè, nazionalizzazione delle masse e statizzazione della società) stato reso possibile perché gli esponenti socialisti più avidi di potere e con meno scrupoli morali sono riusciti a far passare idee che avrebbero reso accettabile espropriare o minimizzare i lavoratori riguardo alla loro:  -  capacità di agire.
Il rinomato Partito Social-democratico tedesco modellò la sua struttura organizzativa sullo stato prussiano e sulla sua burocrazia.
(1928 - 1937, George Bernard Shaw)    Shaw era convinto che per realizzare il socialismo, lo Stato "deve esso stesso diventare il proprietario terriero, il finanziere e il datore di lavoro della nazione.
Se questo potere terroristico e totalitaristico era equiparato al socialismo, allora coloro che si opponevano ad esso potevano agevolmente diffondere il messaggio che essi dovevano essere alla guida dello stato in modo da costituire un argine contro il socialismo.
Tutto ciò stato fatto da persone Ôpratiche', all'oscuro, per così dire, di ogni sociologia scientifica, che credono che il Socialismo sia il più sciocco dei sogni, e che non si curano affatto, così essi credono, di tutte le richieste grandiose di rigenerazione sociale.
Chamberlain e i giovani conservatori spingono apertamente per grandiosi progetti di riforma sociale attraverso lo Stato e le municipalità, come mezzo per ottenere il sostegno popolare.
degno della creatività di Lassalle immaginare che con i prestiti dello stato si possa edificare una nuova società come si costruisce una nuova ferrovia.
(1891, Friedrich Engels)    Accanto a questo statismo predone, vi erano anche individui ricchi di buone intenzioni ed emersero correnti di pensiero che propugnavano ciò che taluni avrebbero considerato provvedimenti di stampo socialista, e cioè l'intervento dello stato per regolare la maggior parte degli aspetti della vita sociale.
(1852, Karl Marx)    In questa nuova versione lo stato non più un utile giocattolo attualmente a disposizione della borghesia industriale, di cui il proletariato si deve in seguito appropriare per il passaggio al socialismo, ma un "parassita disgustoso, che avviluppa l'intera società francese e ne soffoca tutti i suoi pori" con suo enorme apparato burocratico e militare, con la sua vasta e astuta macchina statale, con una schiera di mezzo milione di funzionari, oltre ad un esercito composto da un altro mezzo milione di persone.
(1869-1870, Auguste Blanqui) Quindi, fin dall'inizio, il socialismo francese si era indirizzato sul cammino dello statismo, individuando nello stato il mezzo indispensabile per la sua realizzazione.
Per questo motivo, essi riservavano allo stato un ruolo sempre più importante.
Non molti testi, nemmeno nell'ambito della letteratura anarchica, contengono affermazioni così forti contro lo stato e a favore della sua distruzione.
Essi derivavano tutti dalle stesse radici e cioè dal socialismo di stato.
(1848, Karl Marx e Friedrich Engels)    -  L'intervento dello stato per favorire la transizione al socialismo.
Con tutta probabilità egli non era consapevole del fatto di avere evidenziato anche le caratteristiche del nuovo stato rentier, che gli uomini politici statali di tutti i colori e denominazioni stanno cercando di costruire, anche se con accenti diversi e con correzioni e ampliamenti di orizzonte (ad es.
Alcune delle premesse della rivoluzione sembravano di buon augurio per il futuro, in particolare la posizione contro la guerra da parte delle masse e la concezione contro lo stato espressa dal maggiore artefice della rivoluzione, Vladimir Ilic Lenin, in uno dei suoi scritti più famosi redatto proprio alla vigilia della rivoluzione di novembre.
Chiaramente, per si intendeva socialismo di stato, o, più correttamente, statismo.
Nel 1930 con la carica di ministro del governo laborista egli propose un vasto piano di intervento statale e di lavori pubblici per promuovere l'occupazione, il controllo dello stato sulla fornitura del credito e la regolamentazione statale del commercio con l'estero.
In questo stato di cose ritroviamo la più completa attuazione del patto che esistito durante tutta la storia tra un padrone e i suoi servi: la sicurezza e l'assistenza in cambio della libertà e dell'obbedienza.
L'ampliamento del suffragio elettorale e l'avanzata della democrazia rappresentativa hanno reso accettabile che lo stato regoli e controlli la vita degli individui.
Lo statismo ha presentato lo stato come il solo vero difensore e protettore delle masse, di solito dopo aver precedentemente distrutto o cancellato le esistenti istituzioni autonome di aiuto e di protezione reciproca.
Quello che appare chiaro da tutto ciò che i Liberali e i Conservatori avevano, a quel punto, capito molto bene che il peso crescente delle masse nella vita politica ed economica del paese richiedeva che si utilizzasse lo stato come un provvido padre per soddisfare un po' alcuni figli alquanto indisciplinati e, soprattutto, tenerli sotto tutela e sotto controllo.
Da tutto ciò deriva una superstiziosa venerazione per lo stato e per tutto ciò che ha relazione con lo stato che si radica tanto più facilmente in quanto gli individui sono abituati fin da bambini ad assumere come un fatto scontato che gli affari e gli interessi comuni alla società nel suo insieme non possano venir curati e salvaguardati in un modo diverso dal passato, e cioè senza lo stato e la sua burocrazia.
(1929-1935, Antonio Gramsci)    Con questo retroterra umano e in presenza delle nuove opportunità offerte dalla competizione politica di guadagnare potere e influenza attraverso lo stato, non c'è da stupirsi del fatto che il Partito Socialista Italiano sviluppasse una forte inclinazione verso lo statismo, condivisa in vario modo sia da coloro che dicevano di voler trasformare lo stato pacificamente e gradualmente (i riformisti) che da coloro che sostenevano la necessità di sovvertirlo e conquistarlo con la violenza e in tempi brevi (i massimalisti).
-  Infine, l'idea che lo stato, cioè i detentori del potere statale e i loro agenti, sarebbero scomparsi spontaneamente, di loro propria volontà, dopo aver concentrato nelle loro mani tutto il potere, era e rimane tuttora una ingenuità totale, per non dire di peggio.
A questo punto era sufficientemente chiaro che realizzare il socialismo e contrastare il socialismo erano solo lo stesso e identico pretesto per conquistare il potere dello stato.
(1891, Friedrich Engels) Ed Engels continua la sua analisi dichiarando, con parole estremamente chiare per tutti coloro che vogliono prestare ascolto, che "lo stato non altro che uno strumento per l'oppressione di una classe da parte di un'altra, nelle repubbliche democratiche non meno che nella monarchia.
Quello che caratterizza gli esponenti principali della lotta politica durante gli anni turbolenti che prepararono e videro il disastro della guerra mondiale (1914-1945) la loro ossessione per un unico e solo scopo: conquistare e mantenere il potere dello stato.
(in 1950, Henry Steele Commager) All'inizio del 20° secolo, l'elezione di Theodore Roosevelt segnò un punto importante sulla strada dell'estensione del potere dello stato federale.
Questo agente lo stato che diventa quindi il motore per l'avanzata verso il socialismo.
la Svizzera) che hanno adottato un modello di sviluppo non centralistico e non dominato dallo stato, e che mostrano un risultato sociale ed economico positivo uguale o superiore, con condizioni di vita buone per la popolazione in generale.
I liberali, in Italia come altrove, sono stati i veri propagatori del seme dello statismo, considerando che essi sostituivano lo stato al posto delle società di mutuo soccorso e degli esperimenti di autotutela (1996, Lorenzo Gaeta e Antonio Viscomi) che già esistevano e che avrebbero potuto crescere fino a diventare la struttura portante dell'assistenza personale e sociale.
Sottolineando questa esigenza, Marx sembra aver previsto quello che sarebbe avvenuto, sempre più, in Francia (come in ogni altro paese) durante i decenni a venire, con l'impegno di tutti i partiti, socialisti e antisocialisti, nella ricerca di posizioni, impieghi e protezione all'interno dello stato.
Essi erano: - l'emancipazione economica proviene da un ente esterno: lo stato - la coscienza di classe proviene da un agente esterno: il partito.
Oltre a ciò, l'idea che lo stato fosse un guscio vuoto che potesse essere riempito da chiunque e per qualunque finalità, si stava dimostrando irresistibile.
Una esposizione ed una spiegazione più esaustiva degli avvenimenti mette in luce il fatto che, dal socialismo di stato, già ben sviluppato nella teoria e nella pratica all'inizio del 20° secolo, con i suoi tratti nazionalistici e burocratici, dapprima sorse il comunismo autoritario di stato (Russia), e, di lì a poco, il socialismo autoritario di stato nelle forme del fascismo italiano e del nazional socialismo tedesco.
(1950, Angelo Tasca) La ricetta fascista portò, come era quindi prevedibile fin dall'inizio, a un programma massiccio di intervento dello stato come regolatore della vita economica e sociale della nazione, e cioè dell'individuo.
Quando la crescita si interrotta, lo stato si ritrovato in una situazione finanziaria rovinosa (il deficit del settore statale raggiungerà nel 1993 il 12% del Prodotto Interno Lordo), oltre ad essere incapace di mantenere tutte le sue promesse in termini di fornitura di servizi sociali.
Per Hegel lo stato realizzazione dell'etica" ; il dovere [dell'individuo] di essere membro dello stato.
Essi non tenevano per nulla conto del fatto che lo stato controllava l'economia nella maniera più sottile attraverso l'allocazione del credito, la concessione di permessi, la centralizzazione della contrattazione salariale e così via.
venne progressivamente emarginato dalla vita politica e, alla fine, imprigionato a causa delle sue simpatie per il nazional socialismo tedesco; al tempo stesso le sue idee di intervento e di regolamentazione da parte dello stato sopravvissero e ricevettero una attestazione accademica da John Maynard Keynes e una attuazione pratica dalla amministrazione americana di Franklin Delano Roosevelt.
(1917, Vladimir Lenin)    Se la parte finale di questa affermazione può suscitare un qualche sconcerto per quanto riguarda la permanenza di uno stato proletario, Lenin chiarisce subito dopo che "questo stato proletario comincia a deperire immediatamente dopo la vittoria del proletariato perché lo stato inutile e incongruo in una società senza contraddizioni di classe.
per centralizzare tutti gli strumenti della produzione nelle mani dello Stato"  (1848, Karl Marx e Friedrich Engels).
Anche in altri paesi, durante gli anni ottanta, verrà abbandonata, nel campo socialista e in quello antisocialista, l'idea che lo stato possa gestire con successo l'economia e regolare in maniera appropriata la società.
In Svezia fin dall'inizio del 20° secolo la pratica di assistere i poveri e gli anziani esercitata dalle antiche comunità locali venne codificata in leggi ed esercitata sotto l'egida dello stato.
(1997, Denis Mack Smith) Finalmente, un ex-socialista aveva realizzato nell'Europa occidentale il sogno di molti socialisti di stato e cioè quello di innalzare lo stato a supremo regolatore della società; per questo motivo, il fascismo italiano non dovrebbe essere caratterizzato come antisocialismo ma come una versione moderna, rispetto all'esperienza russa, del socialismo statista proprio del 20° secolo.
(1891, Friedrich Engels)    Questo passaggio notevole soprattutto per il fatto che stato scritto nel 1891, quando il Partito Socialdemocratico tedesco era impegnato a riformulare il socialismo come statismo, vale a dire a presentare lo stato come lo strumento necessario per introdurre e gestire il socialismo.
In Svezia il partito socialdemocratico che giunse al potere nel 1932 durante un periodo di crisi economica, guardò con interesse e simpatia al nazional socialismo tedesco e agli esperimenti di intervento dello stato nell'economia, i quali avrebbero offerto una conferma alla costruzione dello statismo già da essi avviata.
Lenin non si prefigge certo la formazione di uno stato libero o popolare; questa una proposta a cui egli fa riferimento solo per respingerla con totale sarcasmo.
Erano, in fondo, tutti (mi pareva ora di vederlo chiaramente) degli adoratori, più o meno inconsapevoli, dello Stato; degli idolatri che si ignoravano.
La tesi che si intende avanzare che lo statismo, vale a dire la realizzazione del dominio completo da parte dello stato sugli individui e sulle comunità, ha rappresentato la tendenza e l'obiettivo implicito o esplicito di entrambi i campi, al di là della cortina fumogena delle loro conclamate differenze abissali.
Si trattava del classico minestrone all'italiana che ricevette l'appoggio del principale giornale di impronta liberale (il Corriere della Sera), dei circoli nazionalisti e patriottici, della piccola borghesia che lavorava per lo stato o che aspirava ad un posto fisso all'interno dell'apparato statale, e, alla fine, ottenne anche l'assenso e la consacrazione da parte dello stesso re.
Alcuni personaggi politici anticonvenzionali (Margaret Thatcher, Ronald Reagan) furono eletti avendo intuito e in parte promosso la necessità di un mutamento di atteggiamenti nei confronti dello stato.
Come già precedentemente sottolineato, l'unico vero trionfo della Rivoluzione Russa stato produrre la convinzione (ingiustificata) che quanto più grande e più esteso fosse il controllo esercitato dallo stato, tanto meglio fosse per il socialismo.
Nel Regno Unito, meglio che altrove, possiamo osservare la traiettoria del Partito Liberale, prima a favore della società civile e poi incline a introdurre sempre più misure di intervento statale per regolare e, si proclamava, per migliorare la vita sociale.
Questo significa che i governanti statali stanno concentrando il loro impegno meno sulla gestione diretta dell'economia e più sul fatto di lasciarla libera di crescere in modo da poter scremare risorse; meno sul fatto di dare lavoro (questo ora un compito degli attori economici) e più sul fatto di controllare le persone attraverso l'apparato statale di sicurezza e manipolarle attraverso i mezzi di comunicazione di massa, di proprietà dello stato o alimentati da notizie provenienti da organi dello stato.
Come al solito, un governo liberale diede l'avvio all'introduzione dello stato assistenziale con l'approvazione nel 1913 della legge per la pensione di anzianità.
Nuovi governanti si resero conto che qualcosa andava fatto per salvare lo stato dal disprezzo e dalla bancarotta.
-  centralizzazione dei mezzi di comunicazione e di trasporto nelle mani dello Stato.
In Italia, Mussolini, il rivoluzionario socialista che era stato arrestato in passato (1911) per aver manifestato violentemente contro la guerra imperialista condotta dallo stato italiano in Libia e che aveva sottoscritto il manifesto contro la guerra del Partito Socialista Italiano (Luglio 1914), si era spostato (Ottobre 1914) su una posizione favorevole all'intervento nel conflitto.
Verso la fine degli anni '50, con il ritorno al potere del generale de Gaulle, il ruolo dello stato venne sottolineato ancora di più, la qual cosa mette nuovamente in luce il fatto che la crescita del potere statale rappresenta un punto caratterizzante la piattaforma politica sia dei che degli.
) vi erano ancora molti che non avevano perso la loro fiducia nello stato e che ancora propugnavano l'intervento dello stato per la rinascita della società.
Un caso al riguardo rappresentato da Johan Karl Rodbertus, conservatore monarchico [che] era anche un propugnatore di un certo tipo di socialismo di stato che era gradito a un largo settore di opinione pubblica.
Noi non siamo in disaccordo con gli anarchici sul fine dell'abolizione dello stato.
A un certo punto la scelta non stata più tra partiti a favore o contro lo stato ma quale partito aveva più probabilità di conquistare il potere statale e quindi conveniva appoggiare per non essere lasciati fuori o indietro quando la divisione del bottino aveva luogo.
L'impostazione mentale di Lassalle notevolmente orientata verso lo stato; egli si considerava come l'interlocutore e l'alter ego di Bismarck, in una gara per ottenere l'appoggio del popolo e per conquistare il potere dello stato.
Mostra inoltre la vacuità dell'alternativa socialismo/antisocialismo una volta che lo statismo stato recepito come piattaforma di base da parte di tutti i partiti.
In questo gioco delle parti ciò che, nonostante tutto, non dovrebbe mai essere trascurato il fatto che lo stato ancora là, con la sua presenza massiccia.
Il più famoso tra di essi stato Vidkun Quisling in Norvegia.
A quel punto lo stato sarebbe intervenuto per espropriare gli espropriatori.
In quel momento lo stato non esisterà più come potere territoriale e totalitario e gli individui saranno liberi di professare e soprattutto, ciò che importante e differente dal presente, mettere in pratica qualsiasi credo politico (o nessun credo politico) della loro organizzazione, seguendo le regole che hanno liberamente sottoscritto, senza alcuna imposizione su altri che non vogliono far parte di quella associazione o che hanno stipulato un contratto differente con regole differenti (1860, P.
I Francesi, attraverso Napoleone III, hanno dato un contributo originale alla politica moderna quando hanno mostrato come utilizzare lo stato per guadagnarsi l'appoggio della gente, catturandone e corrompendone la maggior parte in una rete di grandi prebende e di piccoli favoritismi.
Nonostante ciò, il messaggio che il Manifesto dei Comunisti ha lasciato in eredità a tutti i futuri attivisti socialisti, quello che stato ripetuto più di sovente e che rimasto nella mente delle persone il seguente: "il proletariato utilizzerà la sua supremazia politica.
In Wells siamo oltre il nazional socialismo di stato ma siamo ancora del tutto all'interno del socialismo di stato, e nel suo caso, del socialismo centrato sul Super Stato.
401 voti) e l'elettorato socialista venne ripagato attraverso un consolidamento dello stato assistenziale.
La battaglia tra il socialismo e l'antisocialismo per catturare l'appoggio delle masse, al fine di conquistare il controllo dello stato, era iniziata per davvero.
Noi possiamo accettare la buona fede di questi intellettuali e perdonare la loro totale ignoranza di tutti i dati che mettevano in luce il carattere di sfruttamento e di illibertà proprio del regime stalinista; il fatto rimane che, diffondendo la loro fede nel potere taumaturgico dello stato, essi stavano imbarcando la società inglese in un viaggio trentennale fatto di crisi sociali ed economiche e di insostenibili deficit di bilancio che diminuiranno continuamente il valore della moneta.
(1768, Mably)    Nel corso della Rivoluzione Francese, gli agitatori e i simpatizzanti di stampo socialista incorporarono nei loro piani questa visione di uno stato onnipotente, capace di raddrizzare i torti e di redistribuire la ricchezza.
Quando la sicurezza economica presentata e diventa la preoccupazione dominante della gente, e quando essa indotta e inizia a credere che tale sicurezza le possa essere procurata/garantita da una organizzazione politica superiore, a quel punto sono poste in essere le condizioni perché lo stato sostituisca la Chiesa come l'autorità che provvede ad una tutela paternalistica dell'uomo comune.
(1871, Karl Marx)    Con questa affermazione, l'idea di utilizzare lo stato nella fase di transizione al socialismo praticamente messa da parte e sostituita dalla necessità di disfarsi immediatamente di esso.
nostro sistema, lo Stato si porrebbe a poco a poco a capo di tutto il complesso industriale.
In altre parole, essi copiarono a loro volta alcuni punti dei programmi dei partiti socialisti, utilizzando lo stato come uno strumento per distribuire risorse e per resistere ad una ulteriore avanzata dei socialisti.
Questo assunto giacobino e i relativi atteggiamenti di ordine teorico e pratico hanno origine in filosofi e critici sociali (Morelly, Rousseau, Mably) per i quali lo stato, in quanto rappresentante dell'interesse generale, la somma di tutto ciò che buono nell'ambito della società.
Con questa caratterizzazione si intende dire che i partiti socialisti di ogni paese hanno adottato e promosso un programma in cui la società stata identificata con lo stato nazionale e assunta sotto l'apparato statale, all'interno di un dato territorio.
di sorgere dal processo rivoluzionario di trasformazione della società, la 'organizzazione socialista del lavoro' 'sorge' dall' 'assistenza statale' concessa dallo stato alle cooperative di produttori che nascono ad opera dello stato e non per iniziativa diretta dei lavoratori.
Nel giro di un breve periodo, il socialismo in Italia sarebbe stato obliterato da un altro movimento capeggiato da un ex-socialista che avrebbe preso dal socialismo di stato molte delle sue idea e, soprattutto, la maggior parte del suo elettorato: il  Fascismo.
Infatti, anche se il socialismo di stato crollato nell'Europa orientale e sta battendo in ritirata quasi dappertutto, sotto qualsiasi veste si sia mascherato (capitalismo, liberalismo, conservatismo), non dovremmo confondere il ritiro dall'ambito economico con la scomparsa politica.
La visione nazional socialista di uno stato invadente e onnipresente aveva dunque ricevuto la sua consacrazione nel luogo più impensato.
Questa sopravvalutazione dello stato rappresenta un filo comune che accomuna, nella storia tedesca, socialisti e antisocialisti.
In altre parole, la nuova concezione del ruolo dello stato quella di lasciare più spazio all'economia perché lavori (quasi) indisturbata in modo che produca beni e servizi in quantità crescente.
Lenin,  The State and Revolution, Penguin, Harmondsworth, 1992 [Stato e Rivoluzione, Editori Riuniti, Roma, 1979] [1917]  Walter Rathenau,  Die Neue Wirthschaft [L'economia nuova, Einaudi, Torino, 1976] [1919]  dei fasci italiani di combattimento" http://www.
(1889, Sidney Webb, The Basis of Socialism  - Historic) "Persino nei campi ancora lasciati all'impresa privata, il suo operato ogni giorno sempre più ristretto, in modo che la concorrenza anarchica che sorge dall'avidità di guadagno, concorrenza che all'inizio del secolo 19° era stata considerata come il solo principio infallibile e benefico dell'azione sociale, non possa distruggere del tutto lo Stato.
E, in secondo luogo, che lo Ôstato' di cui ha bisogno la classe lavoratrice consiste nel Ôproletariato organizzato come classe dirigente'.



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www.offscreen.it/primo/perfezionedellamorte.htm

TEXT CACHED
L’ossessione sempre la stessa: dare un corpo a un’idea.
Creare un mondo e le sue regole presuppone anche gestire l’atto che più contraddistingue il carattere divino: dominare la morte o meglio la sua assenza.
Costruire un mondo significa stabilirne le regole; dietro questa ossessione si nasconde una volontà di potenza inammissibile: per questo gli eroi hitchcockiani sono sempre dei perdenti e degli impotenti e per questo il suo cinema oscilla sempre fra controllo dell’immagine e consapevolezza dello scacco a cui destinato tale sforzo.
(La camera verde) ciò che viene detto invece di essere mostrato perso per il pubblico”, questo scriveva Truffaut nella sua lunga intervista cinema secondo Hitchcock", sintetizzando bene l’ossessione primaria sottesa a tutto il cinema hitchcockiano.

Hitchcock resta il regista che, con Psyco e Vertigo, ha dato due esempi eccellenti di poetica della memoria/ossessione e non un caso che Truffaut ed Egoyan, entrambi grandi estimatori del maestro inglese, abbiano ripreso questo tema, l’uno nel suo film più doloroso, La camera verde, l’altro in quasi tutta la sua filmografia.
Dal gestire la morte, alla necrofilia, l’essere posseduti dalla pulsione di morte, tanto che in Psyco la madre di Norman non niente altro che una voce, quindi una presenza talmente potente da riuscire a manipolare un corpo in vita.
La perfezione della morte al cinema < Primo Piano < Off-Screen
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Capito? Per l'Unità, la presunta conversione dell'organizzazione terroristica di Hamas alle pratiche democratiche starebbe tutta nella mite intenzione di promuovere un referendum popolare, non nell'intento bieco di far passare, con tale referendum, il quesito aberrante e criminale sul "diritto di Israele a uno Stato in Palestina".
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«Nella relazione tra torturato e torturatore si mostra la cieca tenebra del totalitarismo.
Nella tortura il seme del totalitarismo by JimMomo«Se tortura, l'America perde se stessa».
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A Cape Canaveral si è già al futuro, nella Papuasia si è ancora all'età della pietra e in mezzo ci sono molti arabi che vivono nel Medioevo e molti europei che vivono nel Seicento.
Siamo oltre by WittgensteinStavo per scrivere una lode dell'inedita inventiva dimostrata a Sanremo nella scelta degli ospiti da associare ai cantanti, quando sono stato stroncato dal pazzesco monologo di apertura di Panariello.
Vita da mediano * Ieri il Milan ha salutato Demetrio Albertini con una grande e commossa festa d'addio.
Scelte tardive * Adesso basta, è deciso, si va via! Dopo decenni di onorato servizio nella capitale della moda, della cultura e della finanza, ma anche della sporcizia, del rumore e della puzzolenza, tolgo gli ormeggi, taglio la corda, batto in ritirata, abbandono al proprio destino una turba di gente in buona parte incivile, intenta com'è a rendere Milano ancor più invivibile e caotica.
Molta gente si ribellerebbe all'idea di avere per vicini di casa una coppia di omosessuali, benché il loro stile di vita non provochi il minimo fastidio.
ossessione nella vita
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