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www.egs.edu/faculty/schirmacher/schirmacher-il-santos-come-forma-di-vita.html
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TEXT CACHED
Nella volontá di compassione, la volontá del mondo si sottrae alla forza vincolante della realtá fenomenica e si volge in volontá in sé.
Wolfgang Schirmacher - Il santo come forma di vita
Non dobbiamo sforzarci di voler essere degli asceti.
forza di volonta
Wolfgang Schirmacher's faculty page at European Graduate School. Eminent visionaries and philosophers of the media world teach communication from a cross-disciplinary perspective at the EGS in Saas-Fee, Switzerland.
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L'identitá che venga forzatamente limitata non merita per il santo alcuna considerazione, e anche l'istante che secondo Goethe deve giá trascorso, prima che il santo lo abbia notato
6.
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Or Why the Christian Legacy is Worth Fighting For, graduate program
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www.lucistrust.org/ithtml/it_arcane/shamballa.shtml
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TEXT CACHED
SHAMBALLA dove il Volere di Dio è conosciuto
La forza di Shamballa Vi stato detto che questa forza, durante questo secolo, ha esercitato il suo primo impatto diretto sull'umanità; prima di allora raggiungeva il genere umano nei tre mondi dopo essere stata ridotta e modificata facendola passare attraverso il grande centro planetario cui diamo il nome di Gerarchia.
SHAMBALLA, IL CENTRO OVE IL VOLERE DI DIO E’ CONOSCIUTO Definizioni Shamballa, Gerarchia e Umanità Proposito Divino Relazioni tra energie LA FORZA DI SHAMBALLA Relazioni basilari La potenza della Volontà di Dio Emissione dell’energia di Shamballa Cooperazione con l’energia di Shamballa Qualità ed effetto dell’energia di Shamballa UTILIZZO E COMPRENSIONE DI GRUPPO Iniziazione di gruppo Volontà dI gruppo Istruzione di gruppo.
forza di volonta
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www.nato.int/docu/review/2002/issue3/italian/summaries_pr.html
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TEXT CACHED
000 uomini e di sostenere tale forza sul campo per almeno un anno.
Il contesto di sicurezza odierno ci obbliga a porre maggiore attenzione sull'applicazione della forza a lungo raggio, sulla dispiegabilità, sulla sostenibilità e sull'effettivo impegno.
Nato Review
La determinazione a sviluppare delle capacità militari non è volta a far concorrenza alla NATO, ma a migliorare le capacità europee in generale e, in questo modo, a rafforzare il pilastro europeo della NATO e contribuire più efficacemente alle operazioni a guida NATO.
Conseguire l'Obiettivo primario di Helsinki General Rainer Schuwirth Tre anni fa, l'Unione Europea si è data l'Obiettivo primario per essere in grado dal prossimo anno di dispiegare, entro 60 giorni, una forza di 60.
Comunque, molti alleati europei soffrono ancora di una mentalità del tipo "bilancio a crescita zero", che frena la loro necessaria trasformazione nel settore militare.
E prevederà una maggiore importanza attribuita alla cooperazione multinazionale, inclusa la specificazione dei ruoli, e il reciproco rafforzamento con l'indirizzo dato dall'Unione Europea allo sviluppo delle proprie capacità militari.
crescita forza di volonta
In occasione del prossimo vertice di Praga, la NATO adotterà una nuova iniziativa sulle capacità, che affiancherà e rafforzerà gli sforzi dell'Unione Europea per sviluppare, entro il 2003, il suo Obiettivo primario, e cioè una forza dispiegabile a livello di corpo d'armata.
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www.marxists.org/italiano/cervetto/1977/involucropolitico/01A.htm
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TEXT CACHED
sviluppo forza di volonta
Ciò non vuol dire che la politica non sia forza; vuol dire che la forza della politica, il potere dello Stato dipende dalla forza dell'economia e non viceversa.
Le forme sono varie ma unica e tipica è la sostanza del potere politico e, come tale, misurabile ed analizzabile scientificamente poiché riconducibile all'esame oggettivo del rapporto di forza.
Di conseguenza, se mutano continuamente le forze economiche, mutano ancor più le potenze ed i rapporti di forza tra queste.
Scegliete uno stadio particolare di sviluppo delle forze produttive dell'uomo ed avrete una particolare forma di commercio e di consumo.
Ovviamente, le forme del potere politico costituiscono un ostacolo nell'analisi del rapporto oggettivo di forza, ma non la rendono impossibile.
Proprio perché teoria ed azione sono corrispondenti al processo reale esse hanno la possibilità e la forza di essere principi, i principi del comunismo, appunto.
"L'economia mondiale deve essere vista come un tutto: ciò implica non solo una cooperazione tra governi, ma anche un rafforzamento delle organizzazioni internazionali competenti.
Appunto perché si sforza di essere scientifica la nostra analisi usa la dialettica materialistica, usa il metodo che permette di individuare le tendenze di fondo e di andare oltre i fenomeni apparenti.
Gli uomini non sono liberi di scegliersi la forma di società, e quindi le condizioni politiche particolari, perché acquisiscono le forze produttive come prodotto storico: "è superfluo aggiungere che gli uomini non sono liberi di scegliere le proprie forze produttive - che sono la base di tutta la loro storia - perché ogni forza produttiva è una forza acquisita, il prodotto dell'attività anteriore.
Noi bolscevichi ci siamo sempre sforzati di conformarci a questa esigenza la quale è assolutamente obbligatoria dal punto di vista di ogni fondamento scientifico della politica", afferma Lenin in una lettera sulla tattica dell'aprile 1917.
Marx spiega la "concatenazione" nei seguenti termini: "Di qui consegue necessariamente: la storia sociale degli uomini non è altro che la storia del loro sviluppo sociale, ne siano coscienti o no.
Lo sviluppo del partito leninista in Italia non è solo e non è tanto un processo soggettivo.
Partendo da questa grande scoperta scientifica, il nostro partito leninista sviluppa la sua politica di classe corrispondente agli attuali rapporti di forza e al movimento reale che oggi esiste e che, soprattutto, si forma per il domani.
La disoccupazione è organica al sistema, come sappiamo noi marxisti, mentre borghesi ed opportunisti hanno sempre detto che è il mancato sviluppo a formarla.
Questa libertà è, essenzialmente, il diritto di godere della casualità entro le condizioni oggettive determinate dallo sviluppo dell'economia.
Esso è invece il prodotto dell'ineguale sviluppo economico e politico e dello scontro delle varie frazioni borghesi nella ripartizione del plusvalore.
Anche se alcuni suoi esponenti sono stati precursori di questa ideologia, l'opportunismo nel suo complesso non ha fatto altro che riprendere una concezione che lo sviluppo capitalistico aveva già preparato.
Arrigo Cervetto: 'L'involucro politico' (1977-1989)- cap1
Ciò che in superficie appare come il massimo di volontarismo politico è in realtà il massimo di determiniamo economico.
Possiamo riprendere la formula di Lenin nella sua teoria delle relazioni internazionali per la quale la potenza corrisponde, essenzialmente, alla forza economica.
è stata la concatenazione determinata dallo sviluppo sociale e non dalla coscienza e dalla volontà politica.
Dicono Marx ed Engels ne 'L’ideologia tedesca': "è proprio l'unione degli individui (naturalmente nell'ambito del presupposto delle forze produttive attualmente sviluppate) che mette le condizioni del libero sviluppo e del libero movimento degli individui sotto il loro controllo; condizioni che finora erano lasciate al caso e che si erano rese autonome di contro ai singoli individui proprio attraverso il fatto che essi erano separati come individui, attraverso la loro necessaria unione, che era data con la divisione dei lavoro ma che per la loro separazione era diventata un vincolo ad essi estraneo".
Settario è, inoltre, il desiderio di uno sviluppo del partito leninista non determinato dal movimento reale, perché pretenderebbe di sostituire la volontà di un gruppo di uomini alla dinamica reale delle classi.
Lo Stato, per List, deve inoltre intervenire per programmare lo sviluppo delle forze produttive, materiali, intellettuali e morali, le quali sono la base della Nazione.
Inizio pagina L’essenza del potere politico "La novità che io ho introdotto è stata di dimostrare: 1) che l'esistenza delle classi è legata solo a determinate fasi storiche dello sviluppo della produzione; 2) che la lotta di classe porta necessariamente alla dittatura del proletariato, 3) che la stessa dittatura del proletariato costituisce solamente una fase transitoria all'abolizione di tutte le classi e alla società senza classi", scrive Marx in una lettera a Weydemeyer il 5 marzo 1852.
Per il marxismo, invece, il libero sviluppo dell'individuo e il libero movimento degli individui sono la casualità determinata da un tipo di società, o unione di individui, resa storicamente necessaria dalla evoluzione delle forze produttive e dei rapporti sociali.
Mehring scriveva nei primi anni del secolo, ancor prima che la Rivoluzione d'ottobre segnasse una prima scadenza nello sviluppo storico previsto ed avvicinasse la luce restringendo le ombre.
è stato lo sviluppo dei rapporti materiali a costituire la concatenazione di sviluppo dei rapporti politici.
fondamnti scientifici della lotta di classe, lengels, cervetto, marx, economicismo, meccanicismo, democrazia, dittatura di classe, lenin
Marx ed Engels attaccano, a questo punto, Rousseau, il quale non vede che il carattere sociale della libertà è dato dal tipo di unione degli individui corrispondente allo sviluppo delle forze produttive e della divisione del lavoro: "La unione che si è avuta finora non era affatto arbitraria, come viene rappresentata per esempio nel "Contrat Social", ma necessaria (si confronti ad esempio la formazione dello Stato nordamericano e le repubbliche sudamericane) sulla base delle condizioni entro le quali gli individui potevano godere della casualità.
Crisi economiche, crisi politiche, guerre e rivoluzioni accompagnano, per più di mezzo secolo dalla affermazione di Marx, lo sviluppo storico della produzione che determina le classi e la loro lotta.
La necessità di analizzare costantemente le forme del potere politico, le quali possono essere viste come espressione della dinamica dei rapporti di forza, non cancella l'obbligo di tenere come perno dell'analisi l'elemento costante e tipico del potere politico costituito dalla dittatura di classe.
Se non si potesse individuare una reiterabilità, una costanza, dei fenomeni politici nel loro rapporto determinato dai fenomeni economici, come si potrebbe affermare, con Marx, che la lotta di classe conduce necessariamente alla dittatura del proletariato, ossia ad uno specifico rapporto politico tra le classi in lotta? Si potrebbe affermare esclusivamente "che l'esistenza delle classi è soltanto legata a determinate fasi di sviluppo storico della produzione".
Scegliete stadi particolari di sviluppo della produzione e avrete una organizzazione corrispondente della famiglia, degli ordini e classi, in una parola, una società civile particolare e avrete condizioni politiche particolari, che sono soltanto l'espressione ufficiale della società civile".
Lo sviluppo della produzione condurrà alla prima grande guerra imperialista su scala mondiale della storia.
Inizio pagina La politica della volontà condizionata In una delle più belle pagine dedicate al "Manifesto dei comunisti", Franz Mehring scrive: "Per certi aspetti lo sviluppo storico si è compiuto altrimenti, e soprattutto più lentamente di quanto i suoi autori non supponessero.
Senza questo processo oggettivo, lo sviluppo del partito leninista sarebbe non una realtà ma un desiderio utopistico e settario.
E proprio questa concatenazione di sviluppo spiega perché la concezione ideologica della politica nella fase imperialistica debba necessariamente capovolgere, nella sua rappresentazione, il rapporto tra economia e politica.
Se ciò è valido in campo internazionale, altrettanto valido è per il campo interno, sempre che si tenga presente che la forza economica, e quindi la potenza, non è un fenomeno statico ma dinamico.
MIA - Arrigo Cervetto: L'involucro politico
Lo sviluppo delle forze produttive pone le condizioni oggettive che permettono la libertà necessaria alle forze produttive stesse, ossia allo sviluppo capitalistico.
La forza produttiva dell'imperialismo è una forza acquisita in proporzione ed in grandezza superiore a quella acquisita ai tempi di Marx.
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forza di volonta personale
I Laici
Marcello Pera (Presidente del Senato della Repubblica) “Il Presidente del Senato ha inviato all'Associazione Luca Coscioni un telegramma per esprimere a nome mio personale e dell'Assemblea di Palazzo Madama sentimenti di profondo cordoglio per la scomparsa di Luca Coscioni.
Luca Concioni è stato un simbolo ma anche un esempio di come la forza di volontà, unita ad uno straordinario amore per la vita, possa far superare ostacoli ritenuti insuperabili.
La sua malattia non gli ha mai impedito di operare costantemente per le proprie convinzioni ed idee con grande forza di volontà e profondo impegno”.
Non poteva parlare, ne’ muoversi, ma conduceva la sua battaglia con la tenacia del maratoneta e la forza di Superman.
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TEXT CACHED
sociale, valutazione, attività di studio, investimenti, consulenza, ricerca, sviluppo socioeconomico italiano, 1964, istituto, temi fondamentali, centro
E sono convinti che questi “saranno determinanti per il futuro professionale” (80,6%, che scende al 62,4% tra i giovani con il futuro reso incerto dalla malattia).
Il dato relativo alla forza di volontà cresce in modo significativo con il passare del tempo dalla diagnosi (28,2% e 41,1% sono i dati relativi ai due estremi lungo l’asse del tempo trascorso dall’insorgere della SM) e con il progredire dei sintomi (passando dal 34,2% al 56,8% lungo l’asse della gravità della disabilità).
Reagire ad un mondo difficile - Censis
Il tratto caratteriale che maggiormente sembra risentirne è la determinazione, visto che la convivenza con la malattia conferisce una maggiore forza di volontà, che aiuta i giovani a perseguire, nonostante tutto, i propri obiettivi, una volta superato il momento traumatico della diagnosi.
Non manca la forza di volontà, non mancherebbero le possibilità fisiche, ma una colpevole disattenzione nei confronti delle loro esigenze impedisce di fatto di godere al meglio del rapporto con gli altri”.
Le considerazioni che i giovani con SM esprimono a proposito della loro condizione professionale, nota il Censis, “sembrano indicare, per certi versi, una maggiore sicurezza nelle proprie possibilità di affrontare le sfide e le difficoltà che il mercato del lavoro pone loro”.
Malattia invalidante, il 60% la vive all’insegna della positività Una malattia invalidante contratta in giovane età è considerata, da chi parla per esperienza diretta, soprattutto come un’esperienza “che fa crescere la forza di volontà” (33,1%, contro il 19,6% del campione giovani), mentre viene percepita come “una grave difficoltà per i propri obiettivi” e qualcosa che “azzera i progetti di vita e le aspirazioni personali” maggiormente dai giovani che dai giovani con SM e come un accadimento che “fa nascere nuove consapevolezze in una persona” (entrambi i campioni attorno al 26%).
Questo a rimarcare un segno caratteriale – la determinazione – che si acquisisce convivendo con una malattia che richiede coraggio e caparbietà per trovare ogni giorno la forza per andare avanti, guardando alla vita sociale e al lavoro come a obiettivi, nonostante tutto, possibili.
forza di volonta professionale
Sempre in tema di valori, è comune la propensione a privilegiare esperienze di volontariato nel luogo in cui si vive (18,2% che sale al 19,7% nel campione dei giovani con SM), mentre tra le esperienze che piacerebbe provare in futuro – oltre, di nuovo, a esperienze di volontariato in Italia e all’estero – figura lo studio e il lavoro all’estero (anche se un po’ meno nei giovani con SM).
Mentre per i giovani con SM al secondo posto figura “la forza di volontà” (38,1%) e al terzo “i valori e gli ideali” (24,6%).
Il Censis è un istituto di ricerca che svolge dal 1964 una costante attività di studio, consulenza e valutazione sui temi fondamentali dello sviluppo socioeconomico italiano.
E’ per questo che noi come AISM abbiamo richiesto con forza alle Istituzioni una rete di servizi in grado di sostenere la persona con SM in questa delicata fase: una diagnosi tempestiva ed accurata, puntuali informazioni sulla malattia, la disponibilità di uno psicologo, il sostegno di una equipe interdisciplinare nei centri clinici per la SM, disponibile a confrontarsi con la persona con SM quando ne ha bisogno.
Ed è qui che subentra la forza di volontà, come strumento strategico per aspirare a una vita piena, ricca di esperienze ed affettività, nonostante la malattia e i suoi condizionamenti”.
I giovani del primo campione hanno dichiarato con maggiore frequenza l’aspettativa di raggiungere i loro obiettivi personali (37,4% che costituisce il valore più alto della distribuzione in questo campione contro il 23% dei rispondenti con SM), e nuovamente emergono differenze nella percezione e nelle aspettative del proprio futuro professionale, poiché i giovani rispondono in quota maggiore di aspettarsi una realizzazione personale sotto questo profilo (16,9% contro il 9,3% dei giovani con SM).
Chi si trova effettivamente in questa condizione, dunque - sempre appellandosi alla forza di volontà e alla capacità di reagire non lasciandosi sopraffare dalla malattia - tende a viverla in modo più positivo di quanto pensi chi, presumibilmente, non la vive direttamente.
Il segreto per andare avanti? determinazione e forza di volontà
Tra le condizioni che concorrono a rendere possibile la felicità per i giovani di entrambi i campioni, indistintamente, risulta al primo posto la “buona salute” (intorno al 55%), segue, per il campione giovani, la “condizione economica” (27,1%) e i “valori e gli ideali” (18,2%).
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