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TEXT CACHED
L'autostima permette alle persone che la sperimentano di sentirsi fiduciose delle proprie competenze, capaci di prendersi cura di se stessi e degli altri senza per questo danneggiarli o prevaricarli imponendo loro la propria personalità.
Sbagliando si impara Un errore non è mai definitivo: si può sempre rimediare E' importante credere in se stessi e negli altri Essere assertivi non significa riuscire sempre ma operare nel migliore dei modi Rispettare se stessi e gli altri Io ho i miei diritti ma anche gli altri hanno i loro E' necessario migliorare se stessi e gli altri La passività La persona passiva emozionalmente disonesta con se stessa (non esprime realmente), indiretta, autonegante, inibita a quello che sente.
credere in se stessi
Dott.ssa Benedetta Barbanti
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www.infocuore.info/autostima.html
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TEXT CACHED
In ogni caso riusciamo ad affrontare una situazione problematica con molta più difficoltà se abbiamo poca stima di noi stessi.
La stima e la fiducia in se stessi permette di prendere decisioni da soli e di mettersi in relazione con gli altri in un rapporto di parità e uguaglianza.
Per migliorare la nostra autostima possiamo iniziare a fare delle cose che per alcuni possono sembrare futili, ma che fanno parte del saper prendersi cura di se stessi e dei propri bisogni.
Esistono vari modi con cui si arriva ad avere o a consolidare un basso livello di autostima; i più comuni sono i pensieri negativi su se stessi (“Altri sono più bravi di me”, “Io ho un brutto aspetto”), le aspettative irrealistiche su se stessi, il bisogno di approvazione, l’autosvalutazione, la bassa tolleranza alla frustrazione, lo scarso autoapprezzamento, la scarsa aspirazione al successo l’incapacità di farsi valorizzare dagli altri e di influenzare gli altri.
Bisogna credere in se stessi per primi se vogliamo che anche gli altri lo facciano.
Attraverso questo processo da adulti trattiamo noi stessi, i nostri sentimenti come ci hanno trattati da piccoli e ci prendiamo cura di noi stessi e ci vogliamo bene tanto quanto gli altri si sono presi cura di noi e ci hanno voluto bene.
Si incomincia a valutare se stessi anche in base al confronto con gli altri.
autostima
credere in se stessi
Se invece abbiamo poca stima di noi stessi, diventiamo anche pessimisti, siamo molto severi e critici nei nostri confronti, non riusciamo ad affrontare le situazioni stressanti, ci lamentiamo senza riuscire a realizzare niente di buono, confermando concretamente le aspettative negative che si hanno nei confronti della vita.
Credere in se stessi aiuta le persone a superare momenti difficili e di scoraggiamento e accettarsi per quello che si è, con pregi e difetti, ci permette di non fare a noi stessi richieste inadeguate ed esagerate.
È molto importante essere consapevoli del fatto che la stima che abbiamo di noi stessi influenza il nostro comportamento, le nostre relazioni sociali, la nostra efficienza sul lavoro, la nostra vita affettiva.
Come si manifesta e come influisce sulle nostre prestazioni Soprattutto sul lavoro se il nostro dialogo interno è troppo giudicante, autodenigratorio e richiedente (“Devo essere perfetto”, “Non devo mai sbagliare”, “Sono il solito sbadato”, “Non capisco niente”, ecc…) i sentimenti che proviamo nei nostri confronti sono immancabilmente negativi, di insoddisfazione e di pessimismo: richiedere a se stessi la perfezione o considerarsi una nullità sono ai due estremi di un continuum, ma hanno la stessa conseguenza, cioè quella di farci sentire inadeguati, sempre sotto pressione, sempre alla ricerca di prove.
È basata sulla combinazione di informazioni oggettive riguardo a se stessi e valutazioni soggettive di queste informazioni.
Caratteristiche della persona con una bassa autostima v Tende ad essere passiva e sottomessa nell’adattarsi a richieste e a pressioni dell’ambiente v Prova spesso senso di inferiorità, timidezza, senso di inferiorità mancanza di autoaccettazione v Ha frequentemente manifestazioni d’ansia, depressione, disturbi psicosomatici v Tende ad essere solitaria e ad avere difficoltà nello stabilire rapporti di amicizia v Ha difficoltà a resistere a pressioni sociali v È più propensa a rimanere zitta piuttosto che manifestare il proprio dissenso e se la prende molto se viene criticata v Tende a non farsi notare quando si trova in gruppo ed è estremamente raro che assuma la posizione di leader v Dà scarsa rilevanza ai giudizi positivi che riceve dagli altri, rimanendo focalizzata sui propri difetti reali o immaginari v Tende ad essere eccessivamente attenta ai propri difetti quando parla con altri La fiducia in se stessi appare quindi fondamentale per riuscire negli ambiti a cui teniamo e nella vita in generale.
Modi di sviluppare l’autostima Che cosa si può fare per migliorare la propria autostima e quindi il proprio stile di vita? Innanzitutto prima di intraprendere qualsiasi “attività” ci dovrebbe essere una presa di coscienza riguardo a se stessi, una riflessione molto utile a chi ha una bassa autostima: Come mai mi comporto in questo modo? I miei pensieri negativi diventano convinzioni e fatti concreti Posso scegliere di continuare in questo modo o di proseguire in modo più positivo La bassa autostima è una profezia che si auto-avvera: credo che non riuscirò a fare una cosa, per cui non ci riuscirò davvero Spetta a me cambiare la mia vita Io posso compiere delle scelte: aspettare che il mondo si accorga di me o andare incontro al mondo Posso accettare il fallimento come parte integrante del successo Posso abbattermi o affermarmi.
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www.oikos.org/kelit.htm
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TEXT CACHED
Cè qualcosaltro che potrebbe stare dietro a questo
imperativo di essere se stessi, e cioè che nessuno si dovrebbe mascherare.
migliorare se stessi
Ebbene, non sono poi tanto
sicuro che tutti noi vogliamo migliorare, forse sarebbe
più preciso dire che vorremmo una vita più interessante.
questi tempi si dice che essere se
stessi è una buona occupazione.
Verso un'Ecologia della Mente -- Kelly, Maturana, von Glasersfeld, Laing, Bateson -- Anti-psichiatria -- conferenze -- ...
salute, anti, mentale, Kelly, Psicologia, Vincent, psichiatria, Anti-Psichiatria, filosofia, Bateson, epistemologia, Ernst, costruttivismo, Kenny, Humberto, Laing, von, Gregory, Maturana, Ronnie, Glasersfeld, George
Sarei incline a pensare che ognuno di noi vorrebbe migliorare se
decidiamo di essere qualcosa di diverso da quello che siamo.
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wall.rettorato.unito.it/incubatore/profili.html
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Martedì 7 marzo 2006 1° INCONTRO FORMATIVO Come gestire la nuova impresa: fornire conoscenze, metodi e sistemi di lavoro sulle tre aree della gestione aziendale (marketing, organizzazione, pianificazione e controllo).
gestire se stessi
Martedì 8 novembre 2005 1° INCONTRO FORMATIVO Cosa occorre per iniziare un’attività: sviluppare in se stessi la carica emotiva necessaria a sfruttare al meglio le proprie capacità per gestire gli altri Ø Materiale didattico (1) Ø Materiale didattico (2) Ø Sintesi.
Il seminario di apertura si terrà l’8 novembre, interverrà Fernando Salvetti (Presidente e managing partner di Centro Studi Logos – Knowledge Network) che esporrà “Cosa occorre per iniziare un’attività: sviluppare in se stessi la carica emotiva necessaria a sfruttare al meglio le proprie capacità per gestire gli altri”.
CHE IMPRESA L'IMPRESA!
L’obiettivo è proporre e diffondere tra i giovani una cultura d’impresa e di lavoro autonomo che si traduca nella possibilità di far qualcosa per se stessi con determinazione e apertura verso il futuro ed offrire strumenti e metodologie per valutare e affinare le proprie attitudini imprenditoriali.
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www.cafeletterario.it/140/cafelib.htm
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TEXT CACHED
Io ho l'arma della scrittura, a me andata bene perché sono intelligente in un modo tutto mio, che mi dà le inermi apparenze della rassegnazione dell'uomo civile e dell'urbanità di facciata, ma io ho bazzicato tutti gli ambienti e per come li ho conosciuti io gli statali, gli uomini delle istituzioni, gli uomini di potere, che sono sempre uomini anche quando sono donne e che sono sempre statali anche quando sono dei privati e quando perdono di tasca propria trovano il modo di farsi rimborsare dalla tasca dei contribuenti cazzoni a paga fissa, cosa dovrebbe fare un cittadino per essere considerato oggettivamente intelligente e basta? cosa dovrebbe fare un bravo cittadino lavoratore di media intelligenza per fare qualcosa di positivo per il suo paese, nel nostro caso per l'Italia, per ripristinare un minimo senso dello Stato e della decenza pubblica e politica? Dovrebbe imbracciare il fucile e far fuori un prete, un politico, un giudice, un poliziotto, un carabiniere, un finanziere, un generale, una burba che ha messo la firma, un industriale, un giornalista, un docente, un barone ospedaliero, un farmacista, un bancario, un uomo di cultura, un fedele, un difensore della pubblica morale, una checca, un macho, una figalessa al giorno.
12000, originals", Mondadori (ISBN: 88-04-42765-5)
Busi Aldo, Casanova di se stessi, 2000, 512 p.
1359, Mondadori (ISBN: 88-04-38447-6) A cura di Grazia Casagrande
25 febbraio 2000 Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione del Café Letterario 1997-2000 I.
Il libro della settimana
Ma deve essere un dolore senza vendetta e senza rabbia, vissuto anche con l'allegria della propria innocenza, della propria autentica purezza.
Aldo Busi Casanova di se stessi il resto, gli altri sentimenti delle cose umane sono ferite aperte e chiuse a intermittenza in una caotica rincorsa fra tempo e spazi.
Ah, farsi giustizia da sé dell'espiazione della pena di essere socialmente inferiori sempre e della forza contrattuale del servo che, sfruttato dalla produzione e dalle istituzioni, servo lo deve restare per sempre! Ah, lavare col sangue in un guizzo di lame e di pallottole frontali le convenzioni del sistema su chi può fare il cannibale con chi e farla franca - e impunemente rinnovare il pasto al sorgere del primo appetito.
Un vigile no: troppo difficile trovarne uno in giro e comunque mai mettersi a cercarlo per ultimo, potrebbero passare settimane prima di potergli far saltare le cervella come agli altri e intanto le forze dell'ordine, del loro ordine che a te nella vita ha portato solo caos e scompensi, avrebbero tutto il tempo di beccarti e bloccarti; sempre il primo nella lista civica del cittadino mediamente intelligente deve essere, il vigile, una volta stanatolo.
essere se stessi
Pronto!" Ma sì, che mi frega, se quei due sciuretti dell'Eros e dell'amato, anzi, se quell'essere due in uno degli Amato-Eros sono morti per disgrazia o di morte naturale o di propria mano come si accertato? Che mi frega, fossero pure stati assassinati o si fossero assassinati l'un l'altro? Uccidere poi un reato così ingiusto? uccidere direttamente, intendo, faccia a faccia, o tu o io, senza ricorrere all'assassinio trasversale del più forte, del mandatario nell'ombra che incarica del suo crimine il criminale più debole, il manovale esposto agli incerti del mestiere, compreso quello di doversi accontentare della caparra? Uccidersi da uomini, sguardo nello sguardo, non alle spalle da vigliacchi, uccidere il rivale con le proprie mani a costo di rimetterci la propria pelle, uccidere senza demandare la morte del nemico - o la sottomissione del ribelle o la rimozione dell'ostacolo - al subdolo veleno delle leggi e dei tribunali e delle carceri e della graziosa burocrazia forense e sindacalista.
Il suicidio dei due stato attuato con un veleno di gloriosa e nobile memoria, la cicuta, e questo tipo di morte prevede una lunga agonia in cui la mente non rimane offuscata, quindi pensabile che una socratica conversazione li abbia accompagnati lungo la strada verso il nulla e con ogni probabilità - questo almeno suppone il narratore scrittore Aldo Subi - l'argomento dibattuto dai due morituri era il biglietto posto nel dodicesimo volume delle Memorie di Casanova, (volume non casualmente trovato tra i due cadaveri) su cui si leggeva di se stessi.
Ma, se si accetta la sfida, si potrà capire che esseri Scrittori non essere istrioni da talk show (il Busi" che gioca col mondo della comunicazione altro) né pennivendoli da supermercato della cultura.
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